«È il primo a battere i sentieri / a varcare fiumi furiosi. Il primo a passare ponti mai visti / nè di vani rumori ha paure». Virgilio non lo sapeva ma probabilmente con i suoi versi dedicati al cavallo fu la prima guida ippoturistica. Perchè è lo spirito indicato dal poeta mantovano ciò che cercano di avvicinare i sempre più numerosi appassionati del turismo equestre nell’affrontare l’emozione dell’antico viaggiare a cavallo.
Un concetto che il Veneto ha saputo negli anni sviluppare mettendo a disposizione del settore tutti gli strumenti per vivere il territorio nella sua globalità e riscoprirne le identità.
Ognuna delle sette province venete si è organizzata per il viaggiare lento in sella e sviluppare il cosiddetto turismo sostenibile, consentendo alle economie locali e tradizionali di valorizzare le proprie produzioni agroalimentari e le attività agrituristiche. Il primo esempio arriva, e non poteva essere diversamente visto i 111 anni di Fieracavalli, dal veronese.
Questa terra presenta non solo le suggestioni, intuibili, del lago di Garda ma anche i percorsi nel parco regionale della Lessinia. Qui si snoda il percorso dell’Alto arco da Fosse-Fittanze-Podestaria-malga San Giorgio: un itinerario attrezzato con strutture fisse per il ricovero dei cavalli.
E ancora il monte Baldo, le valli dell’est veronese, val di Mezzane, val d’Illasi e la val Fraselle presentano aspetti meno noti ai turisti. Da Valeggio sul Mincio a Verona capoluogo infine, attraverso Custoza, Sommacampagna e Villafranca si sviluppa l’unico tratto veneto dell’Ippovia Italia, itinerario tra Roma e Verona primo prodotto del grande progetto per un’Italia a cavallo.
Scivolando nel Veneto orientale, ecco i percorsi dedicati a scoprire i colli Berici, nel Vicentino: tra i più celebri quello che porta da San Giovanni in Monte alle priare di Zovencedo e Grancona.
Nella Marca trevigiana il trekking delle Prealpi e Dolomiti venete è un sistema di percorsi a cavallo che si snoda per oltre 250 km. Dalle montagne dolomitiche alla pianura veneta interamente tabellati, tra sentieri, prati, boschi, strade sterrate e punti di sosta opportunamente attrezzati per cavalli e cavalieri. Percorrendolo significa vivere una stupenda avventura tra le atmosfere della Valdebelluna e della Pedemontana Trevigiana.
Per chi ama decisamente le avventure in quota le Dolomiti riservano tour a cavallo da mozzafiato. Da Agordo in due-tre giorni di sella si visitano Cortina, Moena, o Canazei, fino ai piedi delle cime importanti, Marmolada, Civetta, Cristallo, Pelmo, Tofane, Agner, Pale di San Lucano, Pale di San Martino.
L’organizzazione prevede, in questi casi, pernottamenti. Pranzi, cene e colazioni in strutture nel cuore del Parco delle Dolomiti bellunesi.
Andrea Mason







