Le statistiche non mentono: il calcio è molto più pericoloso dello sci con un fattore di rischio di 40 contro 10: questione di numero di praticanti.
Con l’avvio della stagione invernale, e il primo clou in occasione delle prossime vacanze natalizie, assieme ai piaceri del muoversi sulla neve circondati da panorami incontaminati gli sciatori in Veneto sanno di poter contare su un apparato di sicurezza di tutto rispetto.
Sul piano dei numeri, in Italia gli sciatori sono ’appenà due milioni e mezzo, 400 mila gli snowboarder e il rischio di scontro in pista è pari allo 0.3%; nonostante questo, però, la sicurezza sulle piste è un fattore sempre più preponderante anche nella scelta di una vacanza sulla neve.
Secondo la Sorveglianza degli Incidenti in Montagna, gli incidenti sugli sci siano in diminuzione con un calo del 20% negli ultimi dieci anni su tutto il territorio nazionale.
In Veneto, dove vige una apposita legge regionale, il primo sciatore a ’beccarsì una multa di 30 euro per ’sci spericolatò fu alla fine di gennaio del 2004 un turista toscano di 52 anni.
Accadde il 26 gennaio sul Canalone delle Tofane a Cortina quando l’uomo investì un maestro di sci. Un collega del ferito chiamò il commissariato e la pattuglia stese il verbale. In quell’occasione vennero applicate le norme varate dalla Regione solo qualche giorno prima. In generale, la sicurezza, ricordano i maestri di sci, è legata al rispetto: saper moderare la velocità in base alla propria preparazione, al tipo di neve, di situazione meteorologica, e di affollamento. La legge punisce i comportamenti indisciplinati, la mancanza di casco per i minori di 14 anni e soprattutto l’omissione di soccorso.
Anche le piste venete sono dunque ’vegliatè da specialisti della sicurezza: polizia e carabinieri compongono squadre in divisa che oltre a grandi capacità sciistiche possono operare i primi interventi sanitari, anche con l’uso del defibrillatore, e sono in grado di ricostruire le dinamiche degli incidenti. Tutti assicurano, con continuità e per l’intero l’orario giornaliero, la vigilanza e il soccorso sulle piste nelle principali località sciistiche.
Quest’anno i carabinieri sono così schierati: a Belluno 35 militari suddivisi negli impianti sciistici di Cortina d’Ampezzo , Alleghe, Arabba, Auronzo di Cadore, Sappada, Padola di Comelico Superiore, Falcade, Nevegal e Forno di Zoldo. A Verona, tre carabinieri negli impianti sciistici di Bosco Chiesanuova e a Vicenza nove militari distribuiti tra Asiago, Canove e Recoaro Mille.
Andrea Mason







